Ieri sera, nel rivedere un vecchio, meraviglioso film, Nuovo Cinema Paradiso, sono rimasto colpito da un dialogo tra i due protagonisti: Totò, il giovane ragazzo di Giancaldo (Palazzo Adriano - Pa) appena tornato dal servizio militare fatto a Roma e Alfredo, un vecchietto, un tempo operatore del cinematrogafo del paese, rimasto cieco durante l’incend

io del cinema.
Alfredo -
Ognuno di noi ha una stella da seguire. Vattinni, chista è terra maligna. Finu a quannu ci sei tutti i giorni, ti senti al centro del mondo, ti sembra che non cambia mai niente. Poi parti, un anno, due, e quannu torni è cambiato tutto, si rompe il filo. Non trovi chi volevi trovare. Le tue cose non ci sono più. Bisogna andare via per molto tempo, per moltissimi anni, per ritrovare al ritorno la tua gente, la terra unni si nato. Ma ora no, non è possibile, ora tu sei più cieco di me.
Totò –
Questa chi l’ha detta, Gherry Cooper, Gimmy Stewart, Erry Fonda?
Alfredo –
No Totò, non l’ha detto proprio nessuno, chistu lu dicu io. La vita non è come l’hai vista al cinematografo, la vita è chiù difficili. Vattinni, tornatinni a Ro. Tu si giovani, il mondo è tuo e io sugnu vecchiu. Non vogliu più sentirti parlare, vogliu sentiri parlari di tia.
Mi identifico molto in Totò, mentre la voce di Alfredo è quella di una saggia coscienza, ma ahimé non l’ho ascoltata, mi sono fatto fottere dalla nostalgia, ritornando al mio paese. Manco da due anni e vedo che è tutto cambiato. I miei amici non ci sono più e quelli che sono rimasti sono diversi, si è rotto il filo, io non so quasi più niente di loro e loro nulla di me. Anche il paese è cambiato. In bene e in male…quella pietra su cui ero solito sedermi non c’è più...non c’è più neppure il sentiero che giorno per giorno prima a carponi, poi sbarbatello, rasta e con la barba folta ero solito percorrere...non riconosco neppure il sapore dell’acqua…ma risento sempre i soliti discorsi politici, dato le amministrative…,
sviluppo, occupazione, impresa, assistenza, anziani, disabili, ecc, ecc...io ho deciso di tornare definitivamente nella mia terra, senza l’influenza di nessuno…senza parlare da pulpiti e senza chiedere niente a nessuno ho scelto di contribuire in silenzio a fare rifiorire, con la mia arte, col mio ingegno, con la mia caparbietà, col mio entusiasmo, con la mia penna, la mia terra…ho deciso di ritornare ad essere un tutt’uno con essa, ho deciso di immergermi completamente in essa.